Le aspettative naturali che ogni individuo ha, se vengono ripetutamente frustrate, determinano una naturale reazione di rabbia e di risentimento nei confronti di se stessi o verso le persone che ci circondano. Tali rancori spesso non vengono espletati ma interiorizzati e compressi, diventando la causa di depressione e somatizzazioni.
La depressione riguarda quindi sentimenti di rabbia e rancori implosi per sensi di colpa; l'individuo accusa infatti se stesso di non essere stato in grado di gestire al meglio i rapporti di relazione con le persone significative della sua vita, con i propri sogni o desideri. Ci si chiede per quale motivo la persona manifesta in un modo così dannoso come la depressione o le somatizzazioni un'espressione di rabbia.
È necessario conoscere la psicodinamica della depressione considerata da molti il disturbo peggiore che possa capitare ad un essere umano. La base della dinamica depressiva risiede nel fenomeno definito come “emulazione del mito genitoriale”; significa che un individuo è portato istintivamente a temere di portare in sé gli stessi difetti e vizi comportamentali che attribuisce al genitore del medesimo sesso e al contempo ritiene che le persone significative che incontra nella vita possano avere i medesimi difetti e vizi comportamentali attribuiti al genitore del sesso opposto al suo. Nel primo caso accuserà depressione nel secondo caso somatizzazioni.
La paura dell’emulazione del mito genitoriale porta l'individuo ad adottare una maschera nel tentativo di nascondere e correggere tali difetti. L'attuazione di questo meccanismo di difesa può risultare imperfetto e condurre l'individuo in errori comportamentali da cui prende corpo il conflitto tra l'istanza logica e l'istanza emotiva. In altri termini l'individuo accende una guerra con se stesso talmente forte che per motivi di auto protezione risulta necessario attivare un sistema per anestetizzante la rabbia e i rancori verso se stesso. Tale anestetico è la depressione.
Paradossalmente, più l'individuo è depresso e meno rabbia avverte verso se stesso, più somatizza e meno rabbia avverte verso gli altri. Quando invece si riducono la depressione e le somatizzazioni l'individuo tende ad atti di autolesionismo e di aggressività che rappresentano il momento in cui l'effetto anestetizzante della depressione e delle somatizzazioni viene meno, abbassando i suoi freni inibitori.
E’ possibile curare questo stato di grave malessere attraverso la rimozione delle cause “storiche”, cioè di quello che realmente ha dato origine al problema. Purtroppo la cultura predominante non ci offre un grande aiuto in proposito; essa porta spesso un individuo alla prescrizione del sintomo ovvero allo stato di malattia conclamato e successivamente, in molti casi, spinge all’assunzione di farmaci antidepressivi. Ma questa non è l’unica via di uscita al problema. Non siamo assolutamente contrari alla cura farmacologia ma tale cura, se sussiste, deve essere supportata necessariamente da una revisione intrapsichica del passato dell’individuo, alla ricerca delle cause storiche responsabili dello stato depressivo e del malessere.
Un’opportuna ristrutturazione personale effettuata rapidamente con le procedure di Ipnosi regressiva permette di risalire nel più breve tempo possibile agli antefatti, ossia alle cause più significative responsabili del conflitto genitoriale.
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